Normalmente il Kyriale è l'ultima sezione di un Graduale (ossia di un libro che contiene i canti del Proprio della Messa,
destinati alla schola), ma può anche essere confezionato come volume a se stante.
Contiene i canti dell'Ordinario della Messa, i cui testi sono sempre uguali per ogni celebrazione festiva. Si tratta normalmente di:
Asperges me / Vidi aquam (antifone per la benedizione dell'acqua); Kyrie, Gloria in excelsis, Sanctus, Agnus Dei, Credo, Benedicamus Domino.
Negli esemplari più antichi i canti erano disposti per genere (prima tutti i Kyrie, poi i Gloria, eccetera), ma molto presto i canti furono
raggruppati in cicli (Kyrie - Gloria - Sanctus e Agnus) destinati ciascuno ad particolare grado di festa (Duplex maius, Duplex minus,
Messe della Madonna, dei defunti, eccetera).
Spesso le melodie dei Credo poste dopo i cicli o addirittura in fascicoli separati sono scritte in notazione mensurale (ossia in
canto fratto, con indicazione del ritmo preciso delle note).
In molti manoscritti dei secoli XII-XIV i canti dell'Ordinario sono tropati (ossia contengono aggiunte o farciture, testuali e musicali) e
l'incipit testuale del tropo ha dato il nome alla melodia del canto liturgico originario (Kyrie Fons bonitatis, Kyrie Lux et origo).
Molto diffuso è anche il tropo mariano del Gloria Spiritus et alme, tramandato da quasi tutti i Kyriali prima del 1570.
Con la promulgazione del Messale di Pio V nel 1570 i tropi sono abbandonati, tranne pochi esempi (per lo più tropi al Benedicamus Domino)
divenuti ormai brani autonomi.
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