SANCTUS

    Il Sanctus appartiene ad una Messa francescana – composta da Kyrie, Gloria, Sanctus e Agnus –, derivata da un manoscritto settecentesco conservato nella Biblioteca musicale Laurence Feininger di Trento (FC 40).

    Dalle raccolte di Credo, assai diffuse nel Seicento, si passò infatti ben presto alla composizione di interi cicli di Ordinarium in canto fratto, non solo in ambito francescano. Spesso il ciclo era composto ‘attorno’ al Credo, con materiale melodico talvolta derivato da inni o da celebri melodie di antifone mariane. Di questa produzione esistono anche esempi a stampa, ma la tendenza era quella di approntare nuovi libri liturgici per ciascun convento o monastero, in modo da fissare un repertorio unico e irripetibile per ciascuna comunità (pur con composizioni condivise parzialmente con chiese vicine geograficamente o spiritualmente), così da riconoscere il repertorio e il suono dei ‘propri’ canti liturgici, che determinavano un’appartenenza.

    Nel periodo barocco, soprattutto in ambito Francescano, si compongono e si redigono interi Kyriali (raccolte di Kyrie, Gloria, Credo, Sanctus e Agnus) nello stile del canto fratto, talvolta anche a due o tre voci, chiamati ‘Cantorie’. Spesso appartengono a buoni musicisti locali, che quasi mai firmano le loro composizioni. Nel repertorio sacro entrano così stilemi propri della musica vocale e strumentale dell’epoca (progressioni, salti di ottava, impianto tonale, alterazioni cromatiche, cambi di metro, ornamentazioni virtuosistiche, eccetera) e lo stile si fa lieve e orecchiabile.

    La musica liturgica cerca di ‘aggiornarsi’, di essere al passo con i tempi, di dilettare oltre che di aiutare a pregare. Gli esiti non sono sempre artisticamente eccellenti e di sublime profondità spirituale, ma è errato considerare tutto questo repertorio come decadente o spurio: è una delle tante forme di canto liturgico che la tradizione ci ha consegnato, degna di essere almeno conosciuta e giudicata nella sua specificità, e non di rado tra queste nuove composizioni si incontrano ottimi esempi di alto artigianato musicale e godibilissime melodie.

    La Messa che contiene questo Sanctus ha un gusto semplice e orecchiabile, facile da cantare e da ascoltare, in uno stile tonale con pochissime modulazioni.

    L’accompagnamento organistico è improvvisato secondo la prassi dell’epoca.