Il Kyrie appartiene alla 'Missa Regina', una delle numerose Messe a due voci cantate dai Francescani della
Provincia di San Vigilio dal Settecento in poi.
Il codice da cui è tratto si trova nella Biblioteca San Bernardino dei Francescani di Trento (ms. Sala 101), che
conserva numerose altre intonazioni di questo tipo.
Di questa produzione esistono anche esempi a stampa, ma la tendenza era quella di approntare nuovi libri liturgici
per ciascun convento o monastero, in modo da fissare un repertorio unico e irripetibile per ciascuna comunità
(pur con composizioni condivise parzialmente con chiese vicine geograficamente o spiritualmente), così da
riconoscere il repertorio e il suono dei 'propri' canti liturgici, che determinavano un'appartenenza.
Nel periodo barocco, soprattutto in ambito Francescano, si compongono e si redigono interi Kyriali (raccolte di
Kyrie, Gloria, Credo, Sanctus e Agnus) nello stile del canto fratto, talvolta anche a due o tre voci, chiamati 'Cantorie'.
Spesso appartengono a buoni musicisti locali, che quasi mai firmano le loro composizioni. Nel repertorio sacro entrano
così stilemi propri della musica vocale e strumentale dell'epoca (progressioni, salti di ottava, impianto tonale, alterazioni
cromatiche, cambi di metro, ornamentazioni virtuosistiche, eccetera) e lo stile si fa lieve e orecchiabile.
La musica liturgica cerca di 'aggiornarsi', di essere al passo con i tempi, di dilettare oltre che di aiutare a pregare.
La Messa che inizia con questo Kyrie ha una scrittura semplice e piacevole, è facile da cantare e da ascoltare, in uno
stile tonale con poche modulazioni.
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