HUIUS OBTENTU (INNO)

    Il breve inno Huius obtentu utilizza il metro trocaico-dattilico della strofa saffica. In presenza di questo metro molti inni presentano un ritmo stereotipato, ogni verso utilizza i seguenti valori (l’ultimo verso è composto dal solo primo emistichio):

    note

    Normalmente l’originale utilizza brevi nere per le semiminime e semibrevi nere per le crome, ma in certi casi, come nel volume di G. Matteo Asola, Canto fermo sopra Messe, Inni et altre cose ecclesiastiche, Venezia, 1592, p. 33 (da cui è tratto l’esempio), si incontra la notazione mensurale bianca, oppure possono essere utilizzati anche altri sistemi semiografici.

    L’inno Huius obtentu Deus era prescritto per i vespri di una santa né vergine né martire e questo spiega forse la sua minuscola struttura di due sole strofe, che si riduce ad una sola strofa se si pensa che la seconda ha la semplice funzione di dossologia, come accade in quasi tutti gli inni.

    Si confronti questa realizzazione con la versione derivata dal codice di Cremona che tramanda lo stesso inno con alcune varianti.