La moda di comporre ex novo Credo in canto fratto contagia nel Quattrocento anche i Gloria, ossia quei canti che con il Credo
hanno molte affinità, in particolare la struttura in prosa del testo suddivisa in versetti e la lunghezza complessiva.
Lesempio di questo fenomeno è documentato qui dal Gloria tropato Spiritus et alme, tramandato da un Graduale-Kyriale-Prosario dellallora
diocesi di Trento, ora a Bolzano, Museo Civico, ms. 7/4 (sec. XV).
Il Gloria si trova in un foglio aggiunto alla fine del codice (c. 125r), è preceduto da un Kyrie in Hufnagelschrift ed è vergato da una mano diversa
da quella del copista principale (cfr. figura). Nella pagina a fronte (c. 124v), lultima vergata dallo scriba principale, si legge la sottoscrizione datata
del copista principale, in inchiostro rosso. La prima parte di questa sottoscrizione (Finitus est iste libellus) è scherzosamente musicata con una
breve frase melodica simile al noto incipit dellintroito Gaudeamus omnes in Domino (anche la notazione è in rosso).
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